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Operazione Scialandro, colpo al mandamento mafioso di Trapani: 21 arresti [VIDEO] - Trapani Oggi

Custonaci |

Operazione Scialandro, colpo al mandamento mafioso di Trapani: 21 arresti [VIDEO]

24 Ottobre 2023 09:17, di Redazione
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I Comuni interessati Custonaci, Valderice e Trapani

AGGIORNAMENTO - Tra gli arrestati l'ex vicesindaco Carlo Guarano, è lui il politico arrestato oggi nell'operazione antimafia che ha portato all'esecuzione di 21 arresti tra Custonaci, Valderice, Trapani. Con lui, tra gli indagati, anche l'ex Sindaco della città, il medico Peppe Morfino, che ha subito, all'alba di oggi, una perquisizione. Indagato anche l'ex assessore Giovan Battista Campo. C'è anche un altro politico indagato, un attuale consigliere comunale.

Guarano è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, gli viene contestato di essere stato l’elemento di collegamento tra la cosca mafiosa e il municipio. Le intercettazioni l’hanno sorpreso mentre mostrava tutta la sua insofferenza per le manifestazioni in ricordo delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Il 20 maggio 2022 fu registrato mentre diceva: «Hanno sempre ‘sto minchia di Falcone Borsellino Falcone Borsellino, porca della miseria». Le intercettazioni hanno anche seguito le mosse dei fedelissimi di Matteo Messina Denaro. Uno degli arrestati diceva di averlo incontrato in una grotta.

Le forze dell'ordine hanno accertato che i boss imponevano al Comune di Custonaci  i nomi di chi doveva ricevere i contributi economici post-Covid. Sarebbero anche riusciti a pilotare l’affidamento di appalti pubblici in favore di ditte colluse o a loro riconducibili, una delle quali aveva assunto fittiziamente un ergastolano solo per consentirgli di beneficiare della semilibertà. I mafiosi addirittura si vantavano di aver fatto eleggere un consigliere comunale, di aver determinato la nomina di un assessore.

Custonaci ore 7 ...Colpo al mandamento di Trapani. Operazione Scialandro, colpo al mandamento mafioso di Trapani: 21 arresti.I Comuni interessati Custonaci, Valderice e Trapani

La Direzione Investigativa Antimafia, la Polizia di Stato di Trapani ed il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani hanno dato esecuzione a Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, con cui sono state disposte 21 misure restrittive, di cui 17 in carcere e 4 ai domiciliari, nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti alle famiglie mafiose di Custonaci, Valderice e Trapani, appartenenti al mandamento di “cosa nostra” del capoluogo trapanese.

Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni anche nei confronti di ulteriori soggetti indagati a piede libero ed è stata altresì acquisita documentazione tecnico-amministrativa e contabile presso il Comune di Custonaci: tra gli arrestati figura un esponente di spicco della precedente giunta municipale custonacese, mentre un ex sindaco e un consigliere comunale di maggioranza in carica, indagati a piede libero, sono stati perquisiti.

L’operazione congiunta denominata “Scialandro”, durata due anni, cui hanno lavorato la D.I.A. di Palermo e Trapani, la Squadra Mobile della Questura di Trapani, e il Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri di Trapani, ha permesso di raccogliere a loro carico gravi indizi di colpevolezza per reati di natura associativa di stampo mafioso o comunque per reati connotati dall’aggravante mafiosa.

Nello specifico, le indagini hanno portato alla luce sinergie e rapporti opachi tra esponenti della vecchia amministrazione comunale di Custonaci e le consorterie mafiose grazie ai quali queste ultime riuscivano ad imporre all’ente locale i nominativi dei beneficiari di contributi solidaristici per far fronte alle condizioni di disagio economico dovuto alla pandemia da Covid-19 o a pilotare l’affidamento di appalti pubblici in favore di ditte colluse o a loro riconducibili, anche per interposta persona, una delle quali aveva proceduto all’assunzione fittizia di un ergastolano allo scopo di consentirgli di beneficiare della semilibertà.

Il controllo socio-economico del territorio veniva attuato anche attraverso estorsioni e intimidazioni nei confronti dei titolari di aziende agricole per dissuaderli dall’acquisto di terreni finiti nel mirino dei sodalizi mafiosi.

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