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Paceco

Paceco, l'opposizione presenta mozione di sfiducia al sindaco

14 Maggio 2021 12:41, di Redazione
I firmatari della mozione
Politica
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Nella mattinata odierna è stata depositata alla segreteria comunale di Paceco una Mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Giuseppe Scarcella. 
Firmatari i Consiglieri Comunali Martorana Biagio, Catalano Salvatore, Basiricò Maria, Bongiorno Vito, Cognata Marilena, Ricciardi Salvatore. Nella mozione  vengono esplicitate le motivazioni “relative non solo alle inadempienze giuridico-amministrative della sua gestione ma anche alle “motivazioni politiche” attinenti alla mancata attuazione del programma elettorale presentato dal Sindaco alla cittadinanza alle elezioni comunali del giugno 2018”.
In particolare si legge che “ l’operato del Sindaco Scarcella, in questi anni di amministrazione, si è contraddistinto per le gravi inadempienze concernenti i più elementari dettami di gestione politico e amministrativa. Numerose sono infatti le determinazioni sindacali e le delibere illegittime o al limite del lecito eseguite o portate in Consiglio per l’approvazione, puntualmente contestate dai consiglieri di opposizione”. Nel dettaglio “ La mancata presentazione, nei tre anni di amministrazione, della relazione annuale sull’attività amministrativa svolta e sull’attuazione del programma elettorale, prevista dalla legge regionale 7/92 così come modificata dall’art.127, comma 22, della legge regionale 17/2004; -La nomina illegittima dei delegati del Sindaco nelle frazioni di Dattilo e Nubia, avvenuta subito dopo le elezioni, effettuata non in conformità con la normativa regionale (art. 12 comma 8 L.Reg. n 7/92) che stabilisce che i suddetti debbono essere designati fra gli assessori in carica e non fra le persone di fiducia del Sindaco;  La delibera del Piano Economico Finanziario 2019 portata in Consiglio il 6/05/2019 in ritardo rispetto alla scadenza fissata dal governo nazionale al 31/marzo/2019; Il Piano Economico Finanziario 2020 redatto seguendo la vecchia normativa standard anziché le nuove indicazioni dell’ARERA previste dalla legge del 19/12/2019 che determinano nuove regole per il sistema di calcolo della TARI; La delibera sulle variazioni di Bilancio 2020 presentata in Consiglio senza il preventivo esame da parte della Commissione consiliare al Bilancio e senza il rispetto della procedura prevista dall’art. 44 del Regolamento Comunale che stabilisce i tempi del deposito degli atti nell’ufficio di Presidenza; La delibera riguardante la modifica del PEF 2020, presentata in consiglio comunale senza essere stata preventivamente depositata in Presidenza, con il parere apposto dai revisori contabili nella medesima mattinata della seduta di Consiglio, e senza l’esame da parte della Commissione consiliare al bilancio (art. 44 del Regolamento Comunale) che avrebbe consentito ai consiglieri di prenderne visione in tempo debito per poter poi consapevolmente e liberamente deliberare (art.227 comma 2 del TUEL-267/2000); La delibera riguardante la convenzione con il nuovo Segretario comunale portata in Consiglio comunale senza essere stata depositata preventivamente nell’ufficio di Presidenza ed essere stata esaminata dalla seconda commissione consiliare; L’erogazione di prestazioni di servizio effettuate senza impegno di spesa (es. pulitura cisternone); La concessione di contributi a enti e associazioni senza l’applicazione del regolamento comunale (es. contributo concesso all’Istituto Suore Oblate Sacro Cuore di Dattilo); La Mancata attivazione del servizio finanziario di contrasto all’evasione fiscale. Il mancato recupero delle somme dovute dai cittadini per vari tributi (IMU,TARI) infatti ha comportato una notevole riduzione delle entrate al Comune;”. Appunti vengono anche mossi sul piano politico. Scrivono i sei che “a  quasi tre anni dalle elezioni comunali che hanno sancito l’elezione a Sindaco di Paceco dell’avv. Giuseppe Scarcella, fare un bilancio politico puntuale, preciso ed obiettivo, della inattività amministrativa svolta durante la sua sindacatura è utile ed opportuno. Il lavoro svolto dal Sindaco e dagli assessori che si sono avvicendati nel tempo è stato pressoché irrilevante. In questi anni i consiglieri di opposizione hanno cercato nei luoghi della democrazia (consiglio comunale e commissioni consiliari) di dare sempre il proprio fattivo contributo con interventi costruttivi, con interpellanze e con interrogazioni su tantissimi argomenti e problematiche che attanagliano la comunità pacecota. Di contro si è assistito invece ad una modalità di gestione amministrativa approssimativa, inefficace e spesso ritardata (vedi recente inquinamento idrico nella frazione di Dattilo e di Paceco centro). Bisogna peraltro aggiungere che l’immobilismo amministrativo non è dipeso dalla pandemia da Covid19 ma è iniziato già da subito dopo la consultazione elettorale. Lo stato di abbandono e degrado in cui versa il paese è un dato di fatto incontrovertibile. La costante mancanza di dialogo e interlocuzione del Sindaco sia con la cittadinanza che con parte del Consiglio nelle scelte amministrative più importanti (sistemazione della piazza V. E., cantieri di servizio, abbattimento del pino di via Toselli), nonostante le pressanti richieste da parte di cittadini, associazioni e consiglieri comunali, ha determinato uno scollamento tra il Sindaco ed i cittadini”. I firmatari puntano quindi i fari “su quanto realizzato, anzi non realizzato, dall’amministrazione Scarcella in questi anni di gestione. Balza sicuramente agli occhi di tutti che il programma faraonico e le promesse del Sindaco fatte durante la campagna elettorale sono state completamente disattese”. Da qui, punto su punto l’operato, non condiviso, del sindaco quale “ La sistemazione della Piazza V.E: è stata effettuata con fondi comunali e con il finanziamento di cento mila euro concesso dal governo nazionale a tutti i comuni italiani. La sua progettazione è stata effettuata senza il coinvolgimento dei consiglieri comunali, delle associazioni del paese e dei cittadini. L’abbattimento dei pini presenti sulla piazza infatti non è stato condiviso da tantissimi pacecoti. La Chiesa del Rosario è in fase di ristrutturazione. Il finanziamento pari a circa 800 mila euro è stato ottenuto dalla precedente amministrazione tramite il Patto per il Sud. I Cantieri di Servizio sono stati recentemente ultimati. Il loro finanziamento per circa 170 mila euro è stato ottenuto anch’esso dalla precedente amministrazione. La villa comunale, mai aperta in questi anni, è stata sistemata con una pavimentazione alquanto irregolare. La scelta del cantiere di servizio in via Natoli, strada ubicata all’estrema periferia del paese, è stata non solo poco opportuna, ma funzionale esclusivamente ai pochissimi abitanti della zona . I cittadini pacecoti, tranne le poche famiglie ivi residenti, non conoscono l’esistenza di tale via a Paceco. La sua progettazione è stata programmata inizialmente su una area a parcheggio lasciata libera dalla precedente lottizzazione edilizia, senza tener conto del PRG; solo in seguito all’intervento dei consiglieri di opposizione in Consiglio la Giunta ha provveduto al cambiamento della sua destinazione d’uso. La Diga Baiata, di cui si è accertata la proprietà, aspetta da anni una sua progettazione esecutiva. La progettazione esecutiva dell’Immobile di via Castelvetrano ex casa Dr. Novara (confiscato alla mafia) è in notevole ed incomprensibile ritardo . Il Giardino della Legalità, inaugurato nell’ottobre 2018, è stato per oltre un anno e mezzo chiuso”.Inoltre, nella mozione,  si segnala “ L’assenza di progettazione e programmazione dell’amministrazione ha determinato una carenza di loculi al Cimitero Comunale. Parte del muro di cinta con i loculi ad esso adiacenti è crollato e l’area cosiddetta “a ferro di cavallo” è anch’essa a rischio crolli. La Chiesa del cimitero, la cui chiusura, afferma il Sindaco stesso nella sua relazione, non è più tollerabile, è in attesa di un progetto di ristrutturazione.. Non è stato effettuato alcun censimento dei sarcofagi abbandonati né si è proceduto ad una lottizzazione delle aree libere per la costruzione di nuovi sarcofagi. I viali sono sconnessi e il verde, sia della parte vecchia sia in quella nuova del cimitero, non è curato adeguatamente. La gestione della distribuzione dell'acqua durante la sindacatura Scarcella è stata caratterizzata da improvvisazione e incompetenza. Il mancato approvvigionamento idrico, per diverse settimane e in più tempi, di ampie zone del paese (via Citrolo, vie del timpone castellaccio, tra le altre) e l’inquinamento idrico che ha interessato nei mesi scorsi parte della frazione di Dattilo e ancora adesso persiste nella via Foscolo a Paceco centro, è stato affrontato tardivamente e con superficialità. Il progetto esecutivo della rete idrica, che ha completato il suo iter tecnico da qualche anno, è in attesa di finanziamento. Gli Impianti sportivi -Palestra Comunale , campo sportivo nella frazione di Dattilo, campetto nella zona PEEP, , si trovano in completo stato di abbandono. Il Campo sportivo G. Mancuso, realizzato con fondi europei, è stato affidato ad una società sportiva completamente estranea al Comune di Paceco. La casetta dell’acqua sita di fronte al Centro Anziani, la cui realizzazione si deve alla proposta dei cittadini attraverso le somme del bilancio della democrazia partecipata, adesso è incerottata e non è mai stata messa in funzione. Il Comune, anziché richiedere un finanziamento regionale o statale, si è oltremodo indebitato per la messa in sicurezza della discarica di Timpone Vosca.  Il Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti ingombranti di Dattilo è chiuso da tre anni. La situazione attuale relativa al personale comunale è di estrema gravità e precarietà. Nonostante la grave carenza di risorse umane in tutti i settori, alcuni impiegati hanno ottenuto il nulla osta da parte del Sindaco per trasferirsi nelle loro zone di residenza lasciando dei vuoti incolmabili nei settori di appartenenza (vedi ufficio tecnico, lavori pubblici ed urbanistica). Non sono stati ancora banditi i concorsi per l’assunzione di nuovo personale. Il segretario comunale e il caposettore del servizio di ragioneria e degli uffici finanziari sono persone, in questo momento, condivisi con altri comuni. L’assenza dell’assessore ai servizi sociali, per oltre un anno, non ha consentito di erogare i servizi essenziali per i cittadini fragili e bisognosi”. In aggiunta i si firmatari della mozione di sfiducia sostengono che “ Poco o nulla è stato fatto in materia cultura e di verde pubblico: Si riscontra la completa assenza di attività culturali nel paese. Il Museo Archeologico ubicato in piazza V.E., inserito nel circuito dei musei regionali, visitato nel passato da tanti turisti e numerose scolaresche della Sicilia ed utilizzato anche come luogo di aggregazione sociale, mostre di pittura e sala di incontri, è stato definitivamente chiuso. La mancata cura del Verde pubblico e l’assenza di attenzione al decoro urbano è testimoniata dall’abbattimento, negli anni, di numerosi alberi (pini della Piazza V.E., pini di via Marsala, pino di via Toselli, alberi in via Torrearsa) e dal degrado persistente delle aree verdi e delle aiuole comunali. Nessuna attività amministrativa inoltre, è stata intrapresa dall’amministrazione sui seguenti punti del programma del Sindaco presentato agli elettori: -Piano Regolatore Generale e atti propedeutici alla sua predisposizione; -Rimodulazione e aggiornamento del Piano di Protezione Civile; -Progettazione del Piano di utilizzazione della Riserva delle saline e della zona “B” di pre-riserva; -Progettazione per il completamento della rete fognante nel paese e nelle frazioni; -Intervento sull’area abbandonata adiacente alla biblioteca comunale da destinare a spazio a parcheggio;-Ristrutturazione della Torre Saracena di Nubia; -Istituzione dell’ufficio relazione con il pubblico; -Realizzazione di un Polo Sportivo Polifunzionale con annessa area congressi, nell’area della attuale palestra comunale; -Realizzazione di una pista ciclabile che parta da Dattilo, attraversi il Parco Baiata e raggiunga la Riserva delle Saline e la frazione di Nubia; -Realizzazione della Rotonda all’incrocio tra via Seniazza e via Marsala SS 113; -Costituzione delle Consulte: giovanile, dello sport e delle associazioni presenti nel nostro territorio; -Iniziative per incrementare il turismo (card per i turisti, segnaletica e cartellonistica per indicare i luoghi, etc.);  -Teatro “Mino Blunda”, sito in via P. Tommaso, ristrutturato con fondi europei come centro di aggregazione sociale (vedi foto 8), mai reso fruibile ai cittadini in questi anni di amministrazione, è in attesa di affidamento.; -Realizzazione della nuova Caserma dei Carabinieri; -Progettazione della via Marino, strada di collegamento tra il cimitero comunale e la SS 113; -Politiche per gli anziani”;. Tutti aspetti che, per l’opposizione, portano conseguentemente alla sfiducia del Sindaco “perché l’inoperosità e le ripetute inadempienze di questi tre anni di amministrazione stanno peggiorando le condizioni generali del paese, che arretra innegabilmente sotto tutti gli aspetti, e perché sta riconsegnando ai pacecoti un paese peggiore rispetto a quello che gli è stato affidato dagli elettori nel giugno del 2018.  Da qui la richiesta al Presidente del Consiglio di a convocare una seduta del Consiglio comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente mozione di sfiducia al Sindaco”.

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