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Presentato il "Progetto Maddalena" contro la tratta e lo sfruttamento di donne e minori - Trapani Oggi

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Attualità
Erice

Presentato il "Progetto Maddalena" contro la tratta e lo sfruttamento di donne e minori

09 Febbraio 2018 16:12, di Ornella Fulco
Presentato il "Progetto Maddalena" contro la tratta e lo sfruttamento di donne e minori
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Una casa sicura, un luogo, non solo fisico, dove ricostruire la propria vita, accompagnate da operatori qualificati e calore umano. Questa l'opportunità offerta dal "Progetto Maddalena" che, da Palermo e Bagheria, arriva adesso nel territorio del Comune di Erice. Un'attività, portata avanti dalla onlus "Casa dei Giovani" fondata da padre Salvatore Lo Bue, che trova, adesso, "radici" anche nel nostro territorio grazie alla collaborazione con il Gruppo Saman, che mette a disposizione la propria sede ubicata nell'abitazione confiscata al boss mafioso Virga, al Comune di Erice, al Comitato delle Donne e all'Asp oltre che ai contatti con altre realtà associative e di volontariato come il Comitato della Croce Rossa di Trapani e MSF, con l'intento di sottrarre alle violenze e allo sfruttamento le donne e i minori vittime di tratta. Soggetti spesso ridotti in condizioni di schiavitù, costretti a prostituirsi o a lavorare in condizioni disumane anche nel nostro territorio. Una realtà sommersa, ancora poco esplorata che, però, come ha sottolineato stamane in conferenza stampa la sindaca di Erice, Daniela Toscano, chiede risposte urgenti e concrete alle Istituzioni. Erano presenti all'incontro anche lo psicopedagogista e vice presidente della "Casa dei Giovani", Biagio Sciortino, Gianni Di Malta, presidente di Saman Sicilia, e l'assessore comunale di Erice Valeria Ciaravino. Il progetto rivolto alle vittime di tratta e prostituzione è stato attivato nel 2000 a Palermo per volontà del cardinale Salvatore De Giorgi e, tutt’oggi, oltre che da finanziamenti pubblici, è sostenuto da un contributo dell'Arcidiocesi di Palermo. L'attività che sarà svolta nel territorio di Erice è finanziata dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e prevede la presenza attiva di operatori che andranno ad incontrare, in strada, le donne vittime di sfruttamento per poi accompagnarle in un percorso di fuoriuscita dal circuito, inserendole nel tessuto sociale e lavorativo. La "Casa dei Giovani", infatti, è dotata di una "casa di fuga", un rifugio sicuro dove le donne che decidono di sottrarsi ai loro aguzzini possono ritrovare fiducia in se stesse e negli altri senza il rischio di essere rintracciate o intimorite da chi aveva loro sottratto la libertà di scegliere. L'importanza di "fare rete" per far fronte ad un fenomeno che, stante il cospicuo flusso di migranti giunti in questi ultimi anni in Sicilia e anche nel Trapanese, diventa sempre più presente e allarmante, è stata sottolineata da tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nel progetto. E' proprio attraverso questa presenza che le vittime, individuate dagli stessi operatori o segnalate dalle forze di polizia, possono essere efficacemente aiutate e supportate. Un ruolo importante lo rivestono, ovviamente, i Servizi Sociali del Comune - a cui è affidato istituzionalmente il compito di sostenere le fasce più fragili della popolazione - e l'Asp che, già per proprio conto con il progetto "Silver" di cui è capofila a livello regionale, si sta sempre più occupando del benessere, fisico e psichico, dei tanti cittadini stranieri richiedenti asilo presenti nei centri di accoglienza e nel territorio.

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