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Sgominata banda dedita ai furti di rame

23 Maggio 2013 19:04, di Redazione
Sgominata banda dedita ai furti di rame
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Oggi, alle prime luci dell’alba, a Marsala, Trapani, Carini e Palermo, i Carabinieri della Compagnia di Marsala hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale lilybetano nei confronti di nove persone ritenute responsabili, a vario titolo, di furto aggravato, interruzione di pubblico servizio, ricettazione e riciclaggio: quattro sono stati condotti in carcere, uno si trova agli arresti domiciliari e quattro sono stati gli obblighi di presentazione presso la Polizia giudiziaria disposti dal magistrato. L’attività investigativa è scaturita dall’arresto in flagrante, avvenuto lo scorso 27 marzo in contrada Spagnola di Marsala, di Roberto Iovino e Daniele Di Pietra, ericini, rispettivamente di 43 e 21 anni, con precedenti specifici per reati contro il patrimonio, sorpresi dai militari dell'Arma, insieme ad un altro complice che era riuscito a darsi alla fuga, mentre erano intenti a caricare a bordo di un'auto 100 chilogrammi di cavi di rame appena asportati dalla linea pubblica di illuminazione. Con la convalida dell’arresto e la condanna sospesa, Iovino e Di Pietra erano stati rimessi in libertà e il loro comportamento era stato monitorato attraverso attività di intercettazione sia telefoniche sia tra presenti, che hanno consentito di individuare il terzo complice, identificato in Francesco Marino, marsalese 55enne, suocero di Iovino e di di espandere le indagini ad una impressionante sequela di furti, monitorati in diretta, messi a segno dalla banda. Si tratta di Maurizio Di Pietra, ericino 30enne, per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, Vito Roccia, ericino 30enne, per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere, Alessandro Sansone, ericino 19enne, a cui sono stati applicati gli arresti domiciliari, Ivan Randazzo e Roberto Pietro Adragna, ericini rispettivamente di 28 e 43 anni, sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, Gaetano e Baldassare Marino, fratelli palermitani rispettivamente di 57 e 65 anni, titolari della ditta di recupero materiali ferrosi “Trinacria" srl di Carini dove la refurtiva veniva smerciata. I due dono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Sotto la guida di Roberto Iovino, la banda, dal 27 marzo al 22 aprile, quasi ogni notte effettuava scorribande nel territorio della provincia ed in particolare a Trapani, Erice, Custonaci e Marsala. Nel corso delle indagini sono stati accertati, ricostruiti e riscontrati ben tredici diversi episodi delittuosi, di cui quattro tentati, tra cui anche furti in abitazioni e esercizi commerciali, sempre con l'obiettivo principale di rubare i cavi di rame che venivano venduti al dettaglio per 5 Euro al chilo. Diversi sono stati gli episodi ai danni della linea elettrica o di illuminazione pubblica che hanno provocato black out nelle zone colpite o lasciato al buio intere contrade, rendendo necessario l’intervento dei tecnici specializzati dell’Enel. Il 27 marzo in contrada Spagnola di Marsala, il 12 aprile a Marausa, il 15 aprile a Erice Casa Santa, il 16 aprile a Cornino, il 20 aprile a Lido di Valderice. Le indagini hanno consentito di ricostruire il modus operandi del gruppo, con l’individuazione di diverse fasi: la scelta del sito da colpire; la verifica della fattibilità dell’intervento, effettuando diversi sopralluoghi del sito prescelto in orari e giorni diversi; la prova dell’apertura dei tombini, l’attesa del momento favorevole per l’avvio delle operazioni di asportazione dei cavi elettrici, con più sopralluoghi sul sito dove si sarebbe effettuato il furto, il taglio dei fili e la sfilatura dai tombini, il caricamento della refurtiva sull’Audi A4 di proprietà di Roberto Iovino, il trasferimento dei cavi presso la casa di Francesco Marino in contrada Cutusio a Marsala. Qui era stato allestito il centro di stoccaggio e smistamento dei cavi che venivano bruciati per eliminarne la guaina e far rimanere solo il metallo. Successivamente il materiale recuperato veniva consegnato a conniventi ditte specializzate dalle quali la banda otteneva denaro contante o assegni. L’indagine, diretta dal Sostituto Procuratore della Repubblica Bernardo Petralia, è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Marsala e della Stazione di San Filippo i quali, attraverso una serie di articolati riscontri coadiuvati da attività tecniche, sono riusciti a ricostruire tutti gli episodi delittuosi ed a dare un volto ai membri del sodalizio, recuperando una tonnellata circa di rame di provenienza furtiva.

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