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Cronaca
Mazara del Vallo

Gaetano Riina, fratello di Totò, va ai domiciliari perchè malato

22 Aprile 2021 07:53, di Laura Spanò
Gaetano Riina, fratello di Totò, va ai domiciliari perchè malato
Cronaca
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TORINO - Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha disposto la detenzione domiciliare per Gaetano Riina (fratello di Totò) che lascia così il carcere di Torino. La decisione alla detenzione domiciliare era stata presentata dai suoi legali, Vincenzo Coluccio, e della collega del foro di Roma Maria Teresa Brucale, dell'associazione "Nessuno tocchi Caino".Gaetano Riina, 87 anni, di Corleone, conosciuto come "Zù Tano", ha da tempo gravi problemi di salute: arrestato nel luglio 2011, in carcere si era anche ammalato di Covid. Sarà trasferito a Mazara del Vallo. All'udienza che si è svolta martedì i difensori avevano puntato sulle sue precarie condizioni di salute.
Riina, ha già finito di scontare una condanna a otto anni per mafia. E' in carcere per un'altra condanna, emessa dal tribunale di Napoli, che lo ha giudicato colpevole di aver monopolizzato la distribuzione di prodotti ortofrutticoli nel Sud Italia grazie a un'alleanza con alcuni esponenti del clan dei Casalesi. Riina è stato rinchiuso nel carcere torinese delle Vallette con un fine pena fissato nel 2023. Una sua precedente richiesta di differimento pena o detenzione domiciliare era stata respinta lo scorso 15 settembre.
I giudici motivano così: "Si conferma che si tratta di un grande anziano, 87 anni, affetto da pluripatologie, che non versa in immediato pericolo di vita, tuttavia è a rischio di improvviso e non prevedibile peggioramento delle patologie in essere anche alla luce della fragilità correlata all'età". Il quadro sanitario è in peggioramento "seppur il paziente assuma regolarmente la terapia".
Quanto al giudizio di pericolosità sociale  che "va rapportato e attualizzato in parallelo all'evoluzione delle condizioni di salute", i giudici evidenziano che "va rimarcata l'assenza di condotte negative, quantomeno nell'ultimo periodo". Nelle motivazioni si fa riferimento a una relazione della questura di Trapani del 19 marzo 2021, che "non esclude con certezza l'esistenza di attuali collegamenti con esponenti della criminalità organizzata", tuttavia la pericolosità sociale "apparirebbe comunque neutralizzata dall'inevitabile decadimento fisico e mentale di un soggetto ormai prossimo ai 90 anni, e pertanto sicuramente scollato da strategie e dinamiche delinquenziali per loro natura in costante e rapidissima evoluzione".
Inoltre "pur essendo imparentato con figure apicali nel contesto mafioso, presenta un fine pena relativamente ravvicinato (2024) e un curriculum delinquenziale limitato alle due incriminazioni di associazione mafiosa in corso di espiazione". 
 
 

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