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Campobello di Mazara | Cronaca

Mafia. Il codice cifrato utilizzato da Messina Denaro e Laura Bonafede per comunicare

13 Aprile 2023 19:45, di Laura Spanò
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Restano decine però i nomi da interpretare

“Amico mio”, “Cugino”, “Blu”, “Venesia” erano i nomi coi quali Matteo Messina Denaro chiamava, nelle lettere, Laura Bonafede la maestra amica del boss e figlia del capomafia di Campobello arrestata stamane per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. Ma il linguaggio criptato, che piano piano i carabinieri del Ros e i pm stanno decifrando, è molto complesso. Ad esempio la figlia della Bonafede, Martina Gentile, indagata per favoreggiamento, è “Tany” o “Cromatina”; la sorella del boss, Rosalia, era “fragolone”; i due vivandieri Emanuele Bonafede e la moglie Lorena Lanceri “Maloverso” e “Diletta” o “Lest”; l’auto del boss “Margot”.

Campobello di Mazara “Macondo”, Triscina era “Macondino”. Messina Denaro era “Depry”, la malattia di cui soffre “la romena”, la clinica dove faceva le terapie “lo squallido”, “Aragona” era Castelvetrano, “Donna” la madre di Laura Bonafede, “Uomo” il padre, il boss Leonardo.

Restano decine però i nomi in codice da interpretare. Non solo Laura Bonafede, la Procura di Palermo avrebbe voluto arrestare anche la figlia, Martina Gentile 31 anni. Il GIP, Alfredo Montalto ha respinto la richiesta di arresti domiciliari e la donna resta indagata a piede libero Martina Gentile, è la figlia che il capomafia avrebbe desiderato. L’avrebbe addirittura seguita nel percorso di crescita. Matteo Messina Denaro, Laura Bonafede e Martina Gentile avrebbero instaurato un rapporto quasi familiare, andato avanti per anni. Per un decennio, sino al dicembre 2017, avrebbero coabitato. Poi una parentesi di lontananza forzata. Le acque erano agitate per le operazioni di polizia. Il rapporto, però, di recente era tornato ad essere intenso. La coabitazione sarebbe avvenuta in un periodo, collocato fra il 2007 e il 2017, condividevano lo stesso tetto.

Questo è un capitolo ancora da scrivere nella saga di Messina Denaro. Ci sono concreti indizi che rimandano a luoghi e rifugi da scoprire. Quasi certamente in Sicilia. Nei mille e più biglietti trovati e sequestrati dopo l’arresto del latitante mancano i riferimenti alla gran parte della vita sua vita in fuga. Ecco perché è forte il sospetto che esista “materiale documentale di ben altra importanza sugli affari criminali di Messina Denaro Matteo (oltre che sulle fonti dei suoi ingenti guadagni ovviamente di sicura provenienza delittuosa) custodito in altri covi non ancora individuati. E sono covi che Laura Bonafede dimostra di conoscere. La donna era di casa in via Cb31, l’ultimo rifugio di Messina Denaro a Campobello di Mazara. C’era l’impronta digitale del suo pollice destro sul cofanetto dei Dvd e si rammaricava per il fatto di non aver potuto vedere insieme “il Re leone”.

La relazione è stata difficile, anche tormentata dalla gelosia che ad esempio Laura Bonafede provava per Lorena Lanceri, l’intermediaria delle loro comunicazioni e molto legata a Messina Denaro.

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