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Non ti scordar di me. Il Procuratore Paci: "Qui la mafia non è stata ancora sconfitta" - Trapani Oggi

Erice | Cronaca

Non ti scordar di me. Il Procuratore Paci: "Qui la mafia non è stata ancora sconfitta"

01 Aprile 2022 21:02, di Redazione
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Domani 37 anniversario della strage di Pizzolungo

Seconda giornata dedicata alle iniziative "Non ti scordar di Me"-

"Qui la mafia non è stata ancora sconfitta". Stamane incontro con il Procuratore Capo di Trapani Gabriele Paci.

La necessità di informare bene il lettore e di raccontare un territorio come quello trapanese ancora poco illuminato, il tema conducente poi del dialogo sviluppatosi tra il Procuratore della Repubblica, Gabriele Paci, e il giornalista de "La Repubblica", Salvo Palazzolo. "Quella che oggi vedo è un'altra Trapani rispetto a quella conosciuta negli anni 90 quando qui arrivai come sostituto procuratore, è un'altra Trapani ma non certo perché è stata sconfitta la mafia". Questo uno dei passaggi dell'intervento del Procuratore Gabriele Paci, da quasi un anno alla guida dell'ufficio inquirente trapanese, nel corso dell'incontro svoltosi stamane nell'aula magna del Polo Universitario di Trapani, dinanzi a studenti della scuole superiori di Trapani ed Erice.

A moderare il dibattito, che ha visto anche gli interventi del presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Roberto Gueli, del vice segretario regionale dell'Assostampa, Roberto Leone, e della sindaca di Erice, Daniela Toscano, è stato il giornalista Rino Giacalone, portavoce di Articolo 21. Presenti in sala anche Margherita Asta, figlia di Barbara Rizzo e sorella dei gemellini Salvatore e Giuseppe, ed il presidente del Tribunale di Trapani, dott. Andrea Genna, assieme ai sindaci di Trapani ed Erice, Giacomo Tranchida e Daniela Toscano.

Tanti i temi trattati che hanno seguito il filo conduttore dell'esigenza di legalità che può e deve permeare soprattutto tra i giovani che rappresentano il futuro di questo territorio. Molto apprezzato l'intervento del dottor Paci che, tra le tante cose, ha raccontato anche il delicato ruolo del magistrato impegnato nella lotta alla mafia e come esso si è evoluto nel tempo; così come apprezzato è stato l'intervento del giornalista Palazzolo che ha coinvolto la platea su svariati argomenti, in particolare sull'importanza dell'uso delle parole e sull'esigenza del racconto coraggioso dei fatti.

"Questa terra - ha detto Palazzolo - spesso non vuole ricordare ed è quindi bello poter leggere nei lavori giornalistici proposti dagli studenti per il concorso dedicato a Santo della Volpe, la loro voglia di essere narratori. La mafia ci ha rubato le parole, combattiamo Cosa nostra mettendo assieme le cose, leggendo le sentenze, scoprendo magari i buchi rimasti, ricostruendo i fatti". "Leggiamo le sentenze - ha aggiunto nel corso di questo dialogo a due, il procuratore Paci - rileggiamo gli atti, per capire cosa è successo in questo territorio, come la "cacciata" da Trapani nei primi anni '90 dell'allora Capo della Squadra Mobile Rino Germanà, destinatario poi nel 1992 di un attentato. Leggiamo le sentenze - ha ancora detto il procuratore Paci - e chiediamoci anche perché in questi 37 anni si è parlato pochissimo se non per niente della strage di Pizzolungo".

"Il ricordo è la traccia da seguire per il futuro e questo è il messaggio che oggi gli studenti con i loro lavori giornalistici hanno inteso condividere con il territorio, spesso disattento a causa di una mafia che resta pervasiva quanto inquinante - ha detto Rino Giacalone portavoce di Articolo 21 a Trapani - Una mafia borghese, fatta di colletti bianchi appartenenti a quell'area grigia riuscita nel tempo a imporre la cultura del silenzio riuscendo a far negare la sua stessa presenza. Impossibile dimenticare sindaci che sostenevano dinanzi ai morti ammazzati l'inesistenza della mafia o che in tempi recenti venuti a dirci che Matteo Messina Denaro è l'ultimo dei problemi e ancora che a far danno è il racconto dei giornalisti sulle malefatte di Cosa nostra. Per fortuna oggi i giovani prendono le distanze da questa cultura infarcita di menzogne".

In sala anche il video messaggio inviato dal presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti: "Illuminare i luoghi dell'oscurità - ha detto Giulietti - fu il ruolo che Santo della Volpe sin dal suo esordio giornalistico, e da firma dei telegiornali Rai, ebbe a darsi e il premio giornalistico a lui dedicato è pienamente aderente a questo solco da lui tracciato. Non lo dimentichiamo e non dimentichiamo mai di dover essere sempre dalla parte degli ultimi, dei disperati, degli oppressi come lo fu Santo, ancora oggi che c'è una guerra non dimentichiamo di dover stare dalla parte di chi soffre, non dobbiamo essere avari a dare solidarietà perché domani noi potremmo essere gli oppressi e i diversi". (Segue)

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