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Operazione "Sunrise": 4 arresti e 2 denunce per favoreggiamento immigrazione clandestina - Trapani Oggi

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Cronaca
Mazara del Vallo

Operazione "Sunrise": 4 arresti e 2 denunce per favoreggiamento immigrazione clandestina

13 Settembre 2017 11:39, di Ornella Fulco
Operazione "Sunrise": 4 arresti e 2 denunce per favoreggiamento immigrazione clandestina
Cronaca
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Sono cinque le persone arrestate e due quelle denunciate a piede libero nell'ambito della operazione "Sunrise" condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Marsala. Tutti i soggetti implicati sono ritenuti essere componenti di una banda, attiva tra Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla Tunisia e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. I traffici avvenivano con l’impiego di veloci gommoni, condotti da esperti scafisti, in grado di compiere la traversata in meno di 4 ore, al prezzo di oltre 3.000 euro per ogni persona trasportata. Uno degli sbarchi, avvenuto lo scorso 24 maggio nei pressi di Campobello di Mazara, era stato intercettato da militari della Tenenza e della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Mazara del Vallo, che avevano bloccato i clandestini e sequestrato 140 chilogrammi di sigarette di contrabbando oltre l'imbarcazione utilizzata per il trasporto. In occasione dello sbarco, un tunisino di 29 anni, Hamda Haitem, era morto dopo essere stato gettato in mare da due connazionali, componenti della banda accortisi della presenza dei finanzieri, per velocizzare le operazioni di approdo. Le indagini che sono scaturite da questo episodio, effettuate dai militari del Nucleo Mobile della Tenenza di Mazara del Vallo, anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso di individuare i componenti e i ruoli all'interno del sodalizio criminoso e le modalità dei trasporti. Ogni viaggio organizzato fruttava una somma oscillante tra i 30.000 e i 40.000 euro e permetteva di introdurre sigarette di contrabbando destinate ad essere rivendute nel territorio siciliano, prevalentemente a clienti di origine maghrebina. L’organizzazione si occupava anche di fornire assistenza logistica per la permanenza in clandestinità sul territorio dei migranti trasportati. I soggetti colpiti dai provvedimenti restrittivi sono i tunisini Nejib Ammar, Karim Salem, Salim Bensalem, Issam Jemmali e Farese Cheik Nackch, nato in Italia da famiglia tunisina. Il fratello di quest’ultimo, Seifedine, è stato invece denunciato a piede libero. L'altro denunciato è Giuseppe Marcianò, ucciso lo scorso 6 luglio nelle campagne di Campobello di Mazara.

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