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Cronaca
Calatafimi Segesta

Sequestrano e picchiano connazionale, arrestati tre Rumeni

16 Marzo 2015 12:16, di Ornella Fulco
Sequestrano e picchiano connazionale, arrestati tre Rumeni
Cronaca
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I militari della stazione di Calatafimi Segesta hanno arrestato tre cittadini di origine rumena accusati di avere sequestrato e malmenato un loro connazionale. Si tratta dei fratelli Ionut e Vasilica Vlase - residenti da alcuni anni in paese e già noti alle Forze dell'Ordine - e di Catalin Sever Babiuc. La vittima è un giovane di 29 anni, anche lui residente a Calatafimi, che lavora come pastore. La vicenda è emersa dopo la segnalazione, lanciata ieri mattina intorno alle 8, da parte dei sanitari del Pronto Soccorso che hanno riferito ai Carabinieri della presenza di un cittadino straniero che presentava varie contusioni e ferite sul volto e sul corpo dovute a percosse. Lo stesso, nell'immediatezza, aveva riferito di essere stato vittima di un sequestro di persona. Con l'ausilio di un interprete, dato che il giovane non parla bene l'Italiano, i militari dell'Arma hanno potuto ricostruire quanto è accaduto e mettersi sulle tracce dei tre aggressori. La vittima ha raccontato di essere stato invitato, la sera prima, intorno alle 20, nell'abitazione dei Vasilica e che, durante il percorso aveva incontrato un altro connazionale, Catalin Sever Babiuc, che lavorava con lui in un ovile di Calatafimi. Giunti a casa, i tre lo hanno bloccato e picchiato usando un tubo in gomma, un bastone di legno e un'ascia utilizzata dal lato non tagliente. Durante le percosse sia Vasilica Vlase che Babiuc hanno puntato più volte un coltello alla gola del malcapitato e lo hanno minacciato di morte se li avesse denunciati. I tre, inoltre, per evitare che il connazionale potesse sfuggirgli, hanno chiuso a chiave la porta di casa e gli hanno sottratto il telefono cellulare, i documenti personali e la somma di 150 euro. Intorno alle 5 del mattino, hanno smesso di picchiarlo per andare a dormire, non prima di averlo ulteriormente minacciato, lasciandolo seduto su una sedia della cucina. Quando, intorno alle 6.30, Ionut Vlase è uscito di casa per andare al lavoro intimando alla vittima di non muoversi prima che si fosse alzato il fratello Vasilica, il giovane ha approfittato che la porta non fosse stata chiusa a chiave e si è dato alla fuga nascondendosi nei pressi di un'abitazione fino all’arrivo dei soccorsi. I medici del Pronto Soccorso gli hanno riscontrato un trauma cranio-facciale, un trauma escoriato con ecchimosi multiple alla regione dorsale e un trauma addominale e lo hanno giudicato guaribile in quindici giorni. I Carabinieri, guidati dal maresciallo Giuseppe De Rosa, si sono recati presso l’abitazione teatro del sequestro, dove hanno effettuato una perquisizione - a cui erano presenti Vlase Vasilica e Babiuc - nel corso della quale sono stati trovati il cellulare e i documenti della vittima e la somma che gli era stata sottratta oltre a numerosi oggetti atti ad offendere tra cui bastoni, accette, coltelli, tubi in gomma, forbici, martelli. Su alcuni di questi sono state riscontrate tracce di sangue e gli oggetti sono stati sottoposti a sequestro. Dopo una breve ricerca è stato rintracciato anche Ionut Vlase, che lavorava in un podere come bracciante, e i tre sono stati dichiarati in arresto. Il Sostituto Procuratore di turno presso il Tribunale di Trapani, Massimo Palmeri, ha disposto il loro trasferimento alla Casa circondariale di Trapani. Gli inquirenti ritengono che l'aggressione non sia avvenuta soltanto a scopo di rapina ma che sia, piuttosto, un "regolamento di conti" tra connazionali sul quale si stanno effettuando ulteriori approfondimenti investigativi.

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