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Sequestrati beni per 2 mln e mezzo a imprenditore di Alcamo [VIDEO] - Trapani Oggi

Alcamo | Cronaca

Sequestrati beni per 2 mln e mezzo a imprenditore di Alcamo [VIDEO]

24 Dicembre 2021 07:32, di Redazione
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Il provvedimento è stato eseguito da DIA e Guardia di Finanza

Sequestrati dalla Dia e dal Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Trapani beni per due milioni e mezzo di euro a un imprenditore alcamese operante nel settore degli appalti pubblici e della formazione professionale. Si tratta di Pasquale Perricone, 66 anni, ex vicesindaco di Alcamo, recentemente finito in un inchiesta per corruzione nell’ambito della formazione professionale. L'uomo era stato arrestato a maggio del 2016 e rinviato a giudizio. Avrebbe versato alla famiglia mafiosa di riferimento una percentuale 2% sulle aggiudicazioni ottenute anche attraverso truffe e illecite distrazioni patrimoniali.

La Direzione Investigativa Antimafia ed il Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Trapani hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro beni anticipato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale alla sede nei confronti di un imprenditore operante nel settore degli appalti pubblici e della formazione professionale.

Il Tribunale a seguito delle risultanze d’indagine raccolte dagli investigatori e corroborate anche dall’importante contributo di alcuni collaboratori di giustizia ha ritenuto sussistere un adeguato compendio indiziario che ha consentito di accertare, a carico del proposto, un giudizio di pericolosità sociale di tipo “qualificato” includendo lo stesso nella categoria degli indiziati di appartenere all’associazione di tipo mafioso di cui all’art. 416 bis c.p..

L’ampio ed eterogeneo contesto indiziario ha consentito di riconoscere il medesimo quale dominus di un sodalizio criminoso idoneo al conseguimento di illeciti profitti derivanti da finanziamenti pubblici previsti in favore della formazione professionale e da pubbliche erogazioni ottenute grazie alla commissione di truffe e di illecite distrazioni patrimoniali poste in essere con la rete di società da lui gestite.

In particolare, in sede investigativa erano state ricostruite alcune aggiudicazioni pubbliche a seguito delle quali doveva essere versata alla famiglia mafiosa di riferimento una percentuale fissa del 2 % rispetto al prezzo corrisposto dall’ente pubblico. Per tali ipotesi di reato
il proposto nel maggio del 2016 veniva tratto in arresto e successivamente rinviato a giudizio.

Tra i beni sottoposti a sequestro del valore complessivo stimato in circa 2,5 milioni di euro si annoverano 6 compendi aziendali operanti nel settore della formazione professionale, edile e del commercio, il 50% delle quote di 1 societĂ  immobiliare, 4 immobili e 6 rapporti finanziari.

L’odierno risultato si inserisce nell’ambito delle attività Istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale.

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