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Valderice | Cronaca

Trentacinque anni senza Mauro Rostagno e anche Mattarella ricorda il giornalista

26 Settembre 2023 16:20, di Laura Spanò
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"La mafia è la negazione della vita"

Trentacinque anni senza Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista ucciso in un agguato mafioso a Lenzi, frazione di Valderice in una sera di settembre dopo essere stato tutto il giorno negli studi televisivi di RTC canale 40. Per anni la figura di Mauro Rostagno è stata dimenticata, oltraggiata.

Non fu un delitto di impeto, di gelosia, fatto da sprovveduti, ad uccidere Mauro Rostagno fu quella mafia che entra in scena usando le auto rubate mesi prima e tenute nei garage della criminalità pronte per essere usate. Quella mafia che spara prendendo armi e munizioni dai suoi arsenali, che usa quei fucili sovraccaricati di pallettoni, che riesce a fare andare in corto circuito un intero impianto di illuminazione come accadde quella sera a Lenzi.  Il patriarca della mafia belicina Ciccio Messina Denaro, ha raccontato il pentito Sinacori, durante un summit espresse ogni peggiore rancore per “chiddu ca varva chi parla in televisione” e ne ordinò l’uccisione.

Sinacori raccontò ai magistrati che Francesco Messina Denaro, incaricò a Vincenzo Virga di eseguire l’omicidio di Rostagno” un “particolare” che come si legge nelle motivazioni della sentenza della Cassazione depositata nel gennaio 2021 “non è per nulla incompatibile con la ricostruzione di come operassero gli organi di vertice di ‘cosa nostra’ nella deliberazione di omicidi eccellenti”. Le motivazioni confermarono l’ergastolo per il boss Virga accusato di essere il mandante dell’uccisione di Rostagno, su input di Messina Denaro, in un contesto decisionale totalmente mafioso che esclude “piste alternative” o “ripensamenti”.

Oggi Valderice ha ricordato quell'anniversario con una cerimonia prima a Lenzi luogo dell'agguato e poi una cerimonia laica nel cimitero di Ragosia dove riposa Mauro.

«Trentacinque anni fa un vile agguato mafioso strappò Mauro Rostagno all’affetto della figlia, dei familiari, degli amici e di quanti con lui condivisero l’impegno sociale e le battaglie contro l’oppressione criminale. A loro, anzitutto, esprimo i sensi della vicinanza e della solidarietà della Repubblica». Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio.

«La mafia - prosegue il presidente della repubblica nel suo messaggio - decise di uccidere Rostagno, giornalista nella provincia di Trapani, per la sua attività di denuncia di reti affaristiche e di trame organizzate dalle cosche. I capi mafiosi avevano adottato una strategia terroristica che colpì barbaramente magistrati, uomini delle Istituzioni e delle forze dell’ordine, con l’intento di annientare la libertà di cittadini e comunità. La società ha reagito. Le Istituzioni democratiche hanno dimostrato che è possibile combattere e sconfiggere le mafie. I giovani hanno compreso ciò che Rostagno ripeteva: «La mafia è la negazione della vita». Ricordare il suo assassinio richiama al dovere di continuare, in ogni ambito della vita sociale, nell’impegno per la libertà dalle mafie e per lo sviluppo civile delle nostre comunità».

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