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Verso Trapani-Agropoli, i "numeri" della squadra campana

18 Marzo 2016 10:26, di Niki Mazzara
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Prosegue il lavoro della Pallacanestro Trapani in vista del terzultimo impegno interno della stagione regolare in programma domenica prossima. Alle 18, al palaConad, la compagine granata ospiterà Agropoli. La formazione campana, ad inizio stagione considerata dagli addetti ai lavori come una tra le squadre in lotta per la salvezza, ha sin dalle prime giornate smentito tutti consentendo ai ragazzi guidati dall’esperto coach Antonio Paternoster di stazionare stabilmente ai piani alti della classifica, con un piede e mezzo dentro i play-off. Le redini della squadra sono affidate al playmaker Riccardo Santolamazza (1983), che sta disputando una buona stagione, dimostrandosi abilissimo in 1c1 (non è certo un caso che lo si veda spesso in lunetta), oltre che chirurgico nel trovare il compagno libero per un buon tiro. Buono altresì il suo contributo a rimbalzo, mentre risulta alterno nel tiro dalla distanza, che attualmente insacca con percentuali non proprio da urlo (28%). Buoni numeri finora: 7.5 p.ti, 3.8 falli subiti, 4.1 rimbalzi e 3.4 assist per partita. La guardia è Terrence Roderick (1988), che ha già al suo attivo diverse esperienze in Italia (Rimini, Cremona e Forlì) e viene da due stagioni positive nel campionato israeliano. La sua esperienza, l’atletismo ed il talento offensivo risultano ossigeno puro per le sorti del team biancoazzurro. Sta tirando male da tre (23%), mentre dalla media la sta mettendo con regolarità (54%). Ecco il resto delle sue cifre stagionali: 18.3 p.ti, 6 falli subiti, 6.9 rimbalzi e ben 5.3 assist a gara, che dimostrano, oltretutto, la sua notevole visione di gioco. Insomma, un atleta a tutto campo, con un unico neo: le troppe palle perse, 5 ad incontro. Nel ruolo di “tre” troviamo il tiratore brasiliano, con cittadinanza italiana, Jonathan Tavernari (1987), che nel 2009 ha vinto con la nazionale verdeoro i campionati americani di Porto Rico. Si limita quasi esclusivamente a colpire dalla distanza (otto tentativi per partita), ma il suo estro fa spesso e volentieri la differenza. Sta viaggiando con numeri di tutto rispetto: 13.5 p.ti (50% da due, 37% da tre), oltre a 4.4 rimbalzi a match. Detto della specialità della casa, va aggiunto che non ama troppo buttarsi dentro, come testimoniano i pochi falli subiti e gli sporadici viaggi in lunetta. Pericolo pubblico numero uno quando è “in striscia”! Da “quattro” gioca l’ex Fortitudo Bologna e Rieti Stefano Spizzichini (1990), che in serie B ha sempre assicurato bottini in doppia cifra e tirato giù tanti rimbalzi. Imprime tutta la sua energia nei pressi dell’area colorata e, inoltre, esce spesso dal pitturato per colpire dalla distanza (33% da tre), mentre sta faticando da sotto (45%), anche se il suo contributo non lo fa mai mancare, con 7.5 p.ti e 4.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Utile, inoltre, per la sua versatilità e per la capacità di “accoppiarsi” con avversari di diversi ruoli. Ha saltato le ultime gare per infortunio ed è in dubbio per la trasferta di Trapani. Il pivot è il canadese Marc Trasolini (1990), che ha già vissuto una buonissima stagione da rookie a Pesaro e un'altra lo scorso anno ad Avellino, sempre al piano di sopra. Si fa parecchio sentire in tutte le voci dello scout, candidandosi per il ruolo di MVP del girone Ovest di A2. I movimenti spalle e fronte a canestro sono da manuale e non disdegna anche qualche conclusione da fuori (43%). Viaggia finora con 21.7 p.ti, 4.1 falli subiti, 9.3 rimbalzi ed 1.3 stoppate a gara, che la dicono lunga sulle sue doti da intimidatore. Tira, inoltre, con il 62% da due, dato ancor più rilevante ove si consideri il cospicuo numero di conclusioni che gestisce ad ogni incontro. Il playmaker Riccardo Bolpin (1997) rappresenta una buona alternativa quando Santolamazza rifiata in panchina e si sta dimostrando una sicurezza per i piani tattici di coach Paternoster (2.9 p.ti in oltre 12’ di utilizzo medio). Sul perimetro troviamo anche la guardia Federico Di Prampero (1995), che finora garantisce alla causa 5.3 punti per gara, con una buona “presenza” sul parquet. Colpisce da tre con un ottimo 37%, dimostrandosi non proprio “timido”, con oltre tre conclusioni ad incontro da oltre l’arco dei 6.75. Dalle rotazioni arriva una preziosa mano anche dall’ex Veroli Giovanni Carenza (1988), che finora ha ripagato la fiducia in lui riposta scrivendo a referto 7.1 p.ti e 3.8 rimbalzi per gara. Buone le percentuali da due (53%), migliorabili invece quelle da fuori (33%), specialità che usa non di rado e che denota la sua natura di ala piccola, nonostante per esigenze tattiche giochi spesso da “quattro” atipico. Hanno invece trovato poco spazio, fino a questo punto della stagione, il playmaker Enrico Merella (1996), nonché i lunghi Davide Bovo (1997) e Ludovico De Paoli (1992), indispensabili comunque nel tenere alta l’intensità degli allenamenti quotidiani.

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