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Cronaca
Partanna

Bancarotta fraudolenta, arrestati due produttori di olio

31 Ottobre 2018 08:55, di Ornella Fulco
Bancarotta fraudolenta, arrestati due produttori di olio
Cronaca
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Due produttori di olio di Partanna, di cui non sono state diffuse le generalità, sono stati arrestati e posti agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta. I due avrebbero accumulato debiti insoluti per oltre 3 milioni di euro. L'ordinanza di misura cautelare disposta dal gip del Tribunale di Sciacca è stata eseguita stamattina dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Castelvetrano. Per continuare a beneficiare di finanziamenti bancari e operare senza debiti 
commerciali, i due imprenditori hanno distratto - secondo quanto emerso dalle indagini della Procura della Repubblica di Sciacca - le poste attive della società dichiarata fallita a 
beneficio di altre due aziende: una società agricola già esistente a loro intestata e una 
nuova società costituita ad hoc, intestata ad una prestanome.
Per utilizzare gli stessi spazi aziendali della ditta fallita gli indagati hanno simulato contratti di comodato d’uso del capannone con la neocostituita società a cui hanno anche ceduto, a prezzi stracciati, macchinari e attrezzatura la cui fattura di vendita non è stata nemmeno 
saldata.
In quest’ultima società hanno poi assunto gran parte dei dipendenti di quella fallita, alcuni dei 
quali, sentiti dagli inquirenti, hanno dichiarato di non sapere di essere passati alle 
dipendenze della nuova ditta che, di fatto, veniva gestita direttamente dai due.
Gli imprenditori arrestati come emergerebbe da intercettazioni telefoniche, si rapportavano quotidianamente con clienti italiani ed esteri, con cui stabilivano prezzi, modalità di spedizione e di fatturazione del loro prodotto.
E’ stata anche accertata la sottrazione di rimanenze di magazzino per un valore di circa 
500mila euro. I finanzieri le hanno individuate analizzando i codici numerici riportati su alcuni lotti sequestrati in ambito nazionale nel corso di una parallela indagine penale riguardante una frode in commercio, che ha coinvolto sia la società fallita sia la nuova, derivante dalla vendita di olio Nocellara del Belice D.O.P. contraffatto e adulterato. Incrociando la numerazione progressiva dei lotti sequestrati, in particolare a carico della new company, con i dati immessi dalla società fallita nella banca dati “Portale dell’Olio d’Oliva” del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (S.I.A.N.), i finanzieri hanno riscontrato che i lotti sequestrati corrispondevano a quantità di olio già prodotte dalla società fallita che le aveva distratte, senza formalizzare alcuna cessione, a favore della neo costituita società che le aveva poi successivamente commercializzate.

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