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Caso Eritrine, il Comitato di cittadini risponde al sindaco e si prepara al tavolo tecnico

08 Maggio 2017 18:10, di Ornella Fulco
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"Nessuno di noi ha contestato l’abbattimento delle piante sullo scorrimento veloce perché il sito che fu scelto per l’impianto era inidoneo, perché er...

"Nessuno di noi ha contestato l’abbattimento delle piante sullo scorrimento veloce perché il sito che fu scelto per l’impianto era inidoneo, perché erano prevalentemente alberi di pinus alepensis di scarso pregio, molto deperiti e, quindi, pericolosi anche a causa di una manutenzione scadente". Così esordisce il comunicato diffuso dal Comitato spontaneo di cittadini "pro Eritrine" in relazione alle procedure di abbattimento di 39 esemplari di Eritrina tra viale Duca d'Aosta, piazza Vittorio Veneto e via Salvatore Calvino. "Le Eritrine - si legge nella nota che risponde anche ad alcuni commenti del sindaco Vito Damiano sull'azione del Comitato - non sono uguali ai pini dello scorrimento veloce! Le Eritrine che si vorrebbero tagliare hanno tutte le caratteristiche previste dal comma 1 dell’articolo 7 della legge 10/2013 per essere dichiarate “Piante monumentali”. Manca soltanto l’atto formale per inadempienza dell’Amministrazione comunale che avrebbe dovuto censire le piante e stilare l’elenco di quelle monumentali che poi sarebbe stato gestito dal Corpo Forestale". "Quest’ultimo - si legge nel comunicato - però non è stato neanche ascoltato ma l’inadempienza dell’Amministrazione non può giustificare il mancato coinvolgimento dell’Ispettorato alle Foreste". A quanto pare, queste belle piante dette "del corallo” erano ritenute avere anche una funzione apotropaica come il corallo e, quindi, vennero piantate alla fine del 1800 di fronte al mare perché si credeva che i fiori rossi come il corallo potessero proteggere i pescatori di Trapani dai temibili pericoli del mare. Leggende a parte, "provate ad immaginare - dicono dal Comitato - il viale Duca d’Aosta senza le 30 eritrine che si vorrebbero tagliare: quel luogo diventerebbe un deserto surriscaldato! E’ evidente a chiunque che avremmo una grave alterazione del paesaggio e dell’ambiente! E infatti la normativa vigente impone l’obbligo di autorizzazione paesaggistica che il Comune non ha chiesto. Ricordiamo, peraltro, che la Soprintendenza, con propria nota, ha sottolineato che le Eritrine del centro storico “appaino rappresentative dell’identità storica del centro tutelato”. L’Ordine degli Agronomi, lo scorso 11 aprile, ha scritto che la ditta, [ndr selezionata con bando pubblico dal Comune], che ha operato sulle piante di viale Duca d’Aosta non ha eseguito indagini strumentali e che "gli interventi di abbattimento prescritti non sono assolutamente attendibili'. Anche noi abbiamo letto le perizie degli esperti del Comune e condividiamo pienamente il giudizio già espresso dall’Ordine degli Agronomi". "Peraltro - prosegue la nota del Comitato - nella conclusione della perizia della ditta incaricata dal Comune, relativamente alle piante di Via Duca d’Aosta, si prevede la possibilità di “sostituzione graduale, per settori, con un piano pluriennale di intervento di 3-5 anni.” E allora perché questa fretta? I nostri periti hanno eseguito indagini strumentali su 9 piante scelte, con caratteristiche medie, fra le 39 che il Comune ha deciso di abbattere. Il risultato è stato che 7 su 9 (chissà perché il sindaco scrive 6 su 9) hanno bisogno di una potatura e manutenzione adeguata ma possono ancora avere una lunga vita. Pertanto, applicando una semplice proporzione, ne deriva che almeno 30 delle 39 piante condannate potranno essere salvate a condizione di vietare le contestatissime capitozzature". Il Comitato "pro Eritrine" ha chiesto di incontrare il sindaco perché ha confidato sul fatto che le proprie buone ragioni lo avrebbero convinto a fermare le motoseghe. Non è stato possibile, ma i suoi rappresentanti parteciperanno all’incontro tecnico previsto per sabato 13 maggio "con l’auspicio che prevalga il buon senso. Noi - concludono i cittadini - non amiamo le carte bollate. Però ci difenderemo".

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