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Campobello di Mazara | Cronaca

Guardia di finanza, in secondo covo grazie a analisi dati catastali

18 Gennaio 2023 20:05, di Redazione
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Una stanza blindata a cui si accede dal fondo scorrevole di un armadio

Al secondo covo utilizzato da Matteo Messina Denaro ancora a Campobello di Mazara gli investigatori del Gico della Guardia di Finanza sarebbero arrivati grazie all'analisi di alcuni dati catastali. Secondo quanto si apprende, proprio lo screening su questa serie di informazioni, assieme ad un'analisi del contesto scaturita da un'attività informativa e investigativa, ha infatti consentito di localizzare il covo.

Le informazioni raccolte grazie all'attività investigativa, avrebbero fornito alla Gdf una serie di elementi sulla possibilità che all'interno di quella abitazione potesse esservi un bunker. Informazioni che sono state immediatamente condivise con il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, che ha delegato la perquisizione alle Fiamme Gialle e ai Carabinieri. Al momento nell'abitazione sono al lavoro i Ris dell'Arma, per raccogliere eventuali tracce biologiche e documentare lo stato dei luoghi, poi comincerà la perquisizione vera e propria.

E' di Errico Risalvato, indagato e poi assolto, nel 2001, dall'accusa di associazione mafiosa, la casa di via Maggiore Toselli, a Campobello di Mazara, in cui il Gico della Finanza e i Carabinieri del Ros hanno scoperto il secondo covo di Matteo Messina Denaro. Errico è fratello di Giovanni Risalvato, condannato a 14 anni per mafia ora libero, imprenditore del calcestruzzi.

Una stanza blindata a cui si accede dal fondo scorrevole di un armadio: è il secondo covo del boss Matteo Messina Denaro scoperto dai carabinieri e dal Gico della Finanza in una casa al primo piano di una palazzina di via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara. L'abitazione è di Errico Risalvato, 70 anni, assolto nel 2001 dall'accusa di mafia, ritenuto vicino al capomafia di Castelvetrano.

E' stato il proprietario dell'abitazione a dare agli investigatori la chiave della stanza blindata occultata dal fondo di un armadio pieno di vestiti. Non è noto cosa sia stato trovato nel corso della perquisizione del bunker alla quale ha partecipato il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido.

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