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Trapani | Cronaca

Marisa e le altre donne vittime di violenza

08 Settembre 2023 07:49, di Laura Spanò
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Donne che avevano denunciato e che per amore alla fine sono state ammazzate

La morte violenta di Marisa Leo, 39 anni di Salemi,  è solo lultima di una serie impressionante di omicidi, verificatesi in provincia di Trapani in questi anni. Morti che hanno suscitato commozioni, rabbia indignazioni. Che hanno portato a lunghe riflessioni, cortei. All'inaugurazioni di panchine rosse, alla nascita di associazioni per il sostegno alle donne e di iniziative come: Hashtag, scarpe rosse. Senza dimenticare poi le stanze per l'ascolto delle vittime. Ma le morti non si sono però fermate. Oggi vogliamo sperare che Marisa possa essere stata l'ultima di una lunga serie di donne ammazzate per troppo amore e che dopo di lei nessun'altra in questa provincia come nel resto dell'Italia, possa subire la stessa sorte.

Prima di Marisa c'era stata Maria Amatuzzo, 29 anni, uccisa dal marito (più anziano di lei di 30 anni) la vigilia di Natale del 2022 nella loro casa di Marinella di Selinunte. Anche per Maria, mamma di due figli, la relazione con Ernesto Favara 63 anni era finita. Lui però accecato dalla gelosia, aveva impugnato un grosso coltello da cucina e l'aveva colpita 12 volte. Anche Ernesto Favara era stato denunciato da Maria per maltrattamenti, e in passato avrebbe tentato di uccidere la ragazza.

Rosalia Garofalo aveva vissuto con suo marito 30anni. Vincenzo Frasillo però non erano bastati a salvare la vita della donna e a tenere a bada la gelosia. A fine gennaio del 2020 a Mazara del Vallo dopo tre giorni di inaudite violenze Frasillo uccide Rosalia. La donna dal 2018, dopo un’ischemia che le aveva paralizzato la parte destra del corpo, si muoveva e parlava a fatica. Rosalia aveva denunciato il marito, si era allontanata da casa, ma alla fine era tornata perdonandolo e tornado a vivere in quella villetta isolata di via Calypso dove poi è stata trovata morta.

Anna Manoguerra aveva 60 anni, fu uccisa dal marito nel 2016 nella casa in via Speranza a Nubia, frazione Nubia, nel corso dell'ennesima discussione. Una casa quella, che Maria condivideva con l'uomo nonostante fosse in corso una causa per la separazione. Antonio Madone colpì l'ex moglie con 23 coltellate. Un matrimonio durato 38 anni, una relazione anche questa tossica infine la decisione della donna di separarsi stanca di quella vita.

Daniela Lagumina 48 anni di Castelvetrano è stata invece uccisa dal marito con sette coltellate, al cuore e ai polmoni. Il marito, Gino Damiani, 60 anni, poi, dopo averla uccisa, si era tolto la vita posizionando un coltello nell'incavo ascellare del corpo della moglie ormai morta e adagiata sul letto, e buttandosi sopra più volte.

Uccisa brutalmente anche la nigeriana Uwadia Bose, 38 anni viveva a Palermo, aveva due gemelli di 4 anni, era il dicembre del 2013. Di giorno faceva la parrucchiera a Palermo da alcuni mesi, la sera veniva a Trapani con i mezzi pubblici e si prostituiva. La donna stava raccogliendo i soldi necessari a pagare il suo debito con chi l’aveva fatta giungere in Italia. Uwadia venne trovata morta nei pressi del cimitero comunale di Custonaci, la mattina del 24 dicembre dietro ad un chiosco per la vendita di fiori.

C'è un omicidio che tutti ricordano, è quello scoperto il 4 luglio del 2012 nelle campagne trapanesi qui venne trovata morta Maria Anastasi, incinta al nono mese, mancavano 4 giorni alla nascita della piccola che portava in grembo. Maria era scomparsa il giorno prima da casa. Maria fu uccisa dal marito Salvatore Savalli, e da Giovanna Purpura, amante dell’uomo. Prima fu uccisa e poi hanno alle fiamme il corpo. Una scena quella indimenticabile che mai nessuno dovrebbe vedere. Un rapporto fatto di continue violenze quello tra Savalli e Maria Anastasi, mamma di altri tre figli. Maria fu uccisa a colpi di pala. Nel corso delle indagini gli investigatori scoprirono che Salvatore Savalli avrebbe usato violenza anche sui figli (un maschio e due femmine), colpendoli con calci e pugni al volto e all’addome senza alcun apparente motivo.

Ma quante altre donne, mogli, madri, compagne, figlie, fidanzate, ogni giorno subiscono da un proprio "familiare" maltrattamenti e violenze. Quante altre donne continuano a denunciare e nonostante questo vivono nella paura, nell'angoscia. E assieme a queste quante altre donne subiscono ancora in silenzio.

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