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Alcamo | Politica

Continua la querelle Bonventre - Abc

26 Luglio 2014 18:51, di Niki Mazzara
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Niente da fare: non si placa la polemica tra il sindaco Bonventre e i suoi sostenitori ed il gruppo consigliare Abc che alle scorse elezioni sosteneva...

Niente da fare: non si placa la polemica tra il sindaco Bonventre e i suoi sostenitori ed il gruppo consigliare Abc che alle scorse elezioni sosteneva Niclo Solina. Oggi segnaliamo la presa di posizione dei consiglieri comunali di maggioranza del comune di Alcamo che in una nota esprimono “profonda amarezza per l’incomprensibile iniziativa parlamentare del gruppo dei senatori del M5S e per le gravi offese nei confronti, non solo del sindaco Bonventre, ma, congiuntamente, della città intera di Alcamo. La stessa città da sempre riconosciuta come quella di Ciullo e non di altri soggetti il cui nome non vogliamo neppure pronunciare. Non ci soffermiamo sulle differenze numeriche, - scrivono i consiglieri di maggioranza e l’assessore Grimaudo- che in democrazia hanno un valore relativo, e confermiamo, invece, che il sindaco ha protezioni altolocate in primis nella comunità alcamese e poi, nei tanti uomini di cultura, intellettuali, e docenti universitari a lui vicini per la professione che svolge il prof. Bonventre. Tutti noi invitiamo il sindaco a proseguire nel suo mandato elettorale assolutamente legittimato dal voto, dai fatti e dalla sua storia personale, umana e professionale. Respingiamo fermamente le illazioni contro il prefetto di Trapani, il dott. Falco, il cui operato è indiscutibile e al di sopra di ogni sospetto ed a cui confermiamo la nostra stima, il nostro sostegno e la nostra riconoscenza incondizionata. Ribadiamo, - concludono i consiglieri Scibilia Giuseppe, Fundarò Antonio, Castrogiovanni Leonardo, Intravaia Gaetano, Longo Alessandro, Sciacca Francesco, Rimi Francesco e l’assesspre Selene Grimaudo, - da uomini delle istituzioni, l’assoluta fiducia nell’operato della magistratura e auspichiamo, nei tempi previsti dagli organi competenti, che venga fatta la tanta auspicata chiarezza, affinché la città possa ritornare ad una serena vivibilità politica e sociale, anche a tale scopo indirizzando un invito alle forze sane della politica locale a prendere, al di la degli schieramenti, le dovute distanze dalla macchina infangante di taluni soggetti, a tutela della onorabilità di tutta la città, della sua storia e della sua tradizione culturale ed umana. Alla nota fa da ribaltare un comunicato stampa di Niclo Solina in cui scrive: recentemente Bonventre ha rivolto un attacco infamante alla mia persona e, considerato che ormai è un esperto di querele e processi, avrà la sede in cui spiegare dove e cosa ha letto e pagare le conseguenze delle sue affermazioni. Non gli permetto di offendermi impunemente, ma non voglio neppure cadere nella trappola di creare un clima di confusione, nel quale la verità viene coperta dai fumi della rabbia e delle invettive. Piuttosto voglio tornare al tema principale, che le dichiarazioni di Bonventre hanno annebbiato. 'interrogazione parlamentare dei quaranta senatori del M5S non parla di mafia. Lamenta essenzialmente la lentezza con cui si sta procedendo al riconteggio. Perché Bonventre reagisce così furiosamente? Qual è il vero motivo della sua rabbia? All'indomani dell'interrogazione parlamentare – evidenzia Solina- il Prefetto di Trapani ha fissato le operazioni di riconteggio per giorno 25 agosto. Bonventre sperava di guadagnare ancora tempo? L'allarme lanciato dalla interrogazione parlamentare ha fatto fallire i suoi piani? Per due lunghissimi anni Bonventre ha detto che solo la mia "fantasia" aveva visto che i suoi voti erano controllati. Per due lunghissimi anni si è opposto alla richiesta di riconteggio. Ha detto che lo stressavo con le mie "invenzioni" e che voleva risarciti i danni. Oggi è dimostrato che la mia – sottolinea Solina - non era ostinazione folle, ma solo una implorante richiesta di giustizia. La sua tattica, invece, gli ha fatto guadagnare tanto tempo.Sorprende la reazione di alcuni alle dichiarazioni (non all'interrogazione) del Senatore Giarrusso. Mi chiedo: cosa hanno fatto queste stesse persone quando nei quotidiani nazionali si è ripetutamente parlato di Alcamo come la città del voto di scambio, dei voti comprati a 50 euro, la città del voto in cambio del lavoro, dei coppi di pasta in cambio dei voti? Si sono voltate dall'altro lato, hanno fatto finta di non sentire. Avevano altro da fare. Altre persone, invece, si sono subito schierate contro la vergogna arrecata alla città. Hanno sfidato i potenti. Si sono costituite parte civile. Senza paura. Senza inibizione. Senza false predicazioni. Con un gesto simbolico, ma profondamente importante. A dimostrazione che la nostra città è fatta di gente sana che intende autenticamente contrastare i comportamenti di quanti l'hanno davvero umiliata e mortificata. E tanti di questi ultimi-à conclude Solina - la sera del 21 maggio 2012 avevano gli occhi inumiditi dalle lacrime amare dello scippo subito.

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