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Cronaca
Trapani

Droga e telefonini destinati ai detenuti, stroncato traffico alla Casa circondariale

12 Ottobre 2018 17:35, di Ornella Fulco
Droga e telefonini destinati ai detenuti, stroncato traffico alla Casa circondariale
Cronaca
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Stroncato sul nascere, dalla Polizia Penitenziaria, un traffico di sostanze stupefacenti all’interno della Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. L'indagine, coordinata dalla pm Giulia Mucaria, ha consentito di cogliere il flagrante un detenuto, il 54enne O.G., di Acireale, mentre tentava di introdurre un pacco contenente 500 grammi di hashish, un piccolo telefono cellulare e altri oggetti vietati dal regolamento carcerario.  L'uomo, già condannato per detenzione di armi, rapina e sequestro di persona, frequentava la sezione carceraria dell'Istituto Alberghiero e il suo comportamento esemplare all'interno delle mura gli aveva guadagnato il beneficio dell'art.21, cioè del lavoro esterno. Proprio approfittando delle sue mansioni di addetto alle pulizie ha prelevato dal contenitore dell'immondizia posto nel box esterno al carcere dove sostano i familiari dei detenuti prima dei colloqui, un pacchetto contenente il materiale, poi sequestrato, e lo ha collocato nei cassonetti dei rifiuti nel cortile interno del carcere. La droga e il telefonino sono stati nascosti sotto alcune cassette di frutta per essere, in seguito, prelevati da O.G. avvalendosi della complicità di altri detenuti che li avrebbero, se il piano non fosse stato scoperto, smistati nei reparti detentivi. 
Il direttore dell’Istituto, Renato Persico, si è complimentato con il personale  in servizio per la professionalità dimostrata, ancora una volta, nel contrastare l'illegalità del traffico di stupefacenti e il fenomeno dei micro telefoni diretti all’interno degli Istituti carcerari (solo nel 2017 su tutto il territorio nazionale ne sono stati ritrovati 337) che, in assenza di una specifica previsione normativa che vieta l'uso degli apparati cellulari da parte dei detenuti, costituisce solo una violazione disciplinare interna per "uso di oggetto non consentito". 
“Come operatori penitenziari – dice Persico – ci preoccupa la diffusione del fenomeno che rende necessari maggiori e più serrati controlli, da parte del Reparto di Polizia Penitenziaria, tesi ad evitare che i detenuti possano continuare a gestire traffici illeciti servendosi di persone collegate dall'esterno e raggiungibili facilmente grazie all’uso dei telefonini". E di piccoli apparecchi telefonici, alla Casa circondariale, negli ultimi tempi, ne erano già stati trovati e sequestrati, nel corso degli abituali controlli dei poliziotti, altri cinque.
Il commissario capo Giuseppe Romano, che ha diretto l’operazione della Polizia Penitenziaria, ha evidenziato come "l’attività di intelligence e di controllo del carcere sia fondamentale nel contrasto a questo tipo di fenomeni criminali. Il rinvenimento di tale grossa quantità di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo - ha affermato - evidenzia, una volta di più, l’arroganza e il disprezzo delle regole da parte di alcuni detenuti che continuano a delinquere anche stando in carcere, approfittando della concessione di alcuni benefici di legge quali l’art.21 O.P. (lavoro all’esterno) o i permessi premiali , nonostante gli sforzi messi in campo da questa Amministrazione penitenziaria a fini rieducativi. Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda il consumo, anche di quantità minime di stupefacenti che, talvolta, vengono sequestrate anche a familiari di detenuti (altissimo è il numero di detenuti tossicodipendenti) che approfittando dei colloqui cercando di passare loro la sostanza". 
 

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