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Alcamo

Giro d'Italia, da Froome a Dumoulin: senza Nibali la speranza Aru

07 Maggio 2018 21:16, di Redazione
Giro d'Italia, da Froome a Dumoulin: senza Nibali la speranza Aru
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Il sardo è la sola freccia italiana in grado di farci sognare Èiniziata l’edizione numero 101 del Giro d’Italia, la prima dopo quella scorsa e storica del centenario, vinta dall’olandese Dumoulin con Quintana alle spalle e il nostro Nibali a chiudere sul gradino più basso del podio. Si è partiti da Gerusalemme, una prima tappa in Terra Santa in quel di Israele, con la straordinaria vittoria del campione uscente nella cronometro, specialità di casa. Proprio per questo il tulipano ha tutte le chance per riuscire a fare uno storico bis, che manca dai tempi di Indurain 1993-1994, ma anche secondo le quote bwin non è lui il primo favorito della corsa rosa. Al primo posto gli analisti hanno inserito Chris Froome dato a 2.30. Il campione uscente Tom Dumoulin si quota invece a 2.90. Più lontano il francese Thibaut Pinot, accreditato a 6 volte la posta. Leggermente più dietro Miguel Angel Lopez, il giovane iberico è dato a 7. Infine, Fabio Aru: il ciclista sardo ha una quota a 9 che può risultare la più interessante, per chi desidera prendersi qualche rischio non eccessivo. Il britannico è il favoritissimo, non solo per il Giro d’Italia, ma per l’accoppiata Giro-Tour che manca da esattamente venti anni. L’ultimo a realizzare la straordinaria impresa fu il nostro indimenticabile Marco Pantani, al termine di un 1998 leggendario per il ciclismo tricolore. E con un po’ di rimpianto si pensa a quei tempi straordinari, dal Pirata a Cunego, Garzelli e Savoldelli, Simoni e De Luca: adesso tutti i principali favoriti giungono oltre i confini italiani. Pesa su Froome l’ombra della sentenza doping, dopo la positività riscontrata nel corso dell’ultima Vuelta, ma in assenza di sentenze è lui a partire in pole position, dopo aver dimostrato di essere di gran lunga il più forte corridore a tappe dell’ultimo lustro. A seguire Dumoulin, il più forte a cronometro ma che dovrà essere bravo a non soffrire oltre misura nelle tappe più dure della corsa, il passo dello Zoncolan su tutte dove gli scalatori ad hoc sapranno trarre sicuro vantaggio su di lui. Ed è proprio in ciascuna delle sei tappe più impervie che il nostro Fabio Aru dovrà esser capace di fare la differenza, mettendo in conto un dazio certo da pagare sulle due crono previste nelle tre settimane. Sarà invece assente colui il quale avrebbe potuto infiammare il Giro dando del filo da torcere a Chris Froome. Parliamo ovviamente dello Squalo, Vincenzo Nibali, che ha deciso di alzare bandiera bianca in questo Giro per prepararsi al meglio in vista del Tour de France, a dire del corridore con un percorso decisamente più adatto alle sue caratteristiche, se messo a confronto con quello previsto dalla corsa rosa. Per Froome, doping e sentenza permettendo, la grande occasione di eguagliare l’impresa della doppietta Giro-Tour di vent’anni fa di Marco Pantani.

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