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Palermo | Cronaca

Il Tribunale del Riesame annulla "misura cautelare" nei confronti di Elisabetta Bonsignore

07 Maggio 2024 16:02, di Laura Spanò
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Annullate anche le misure per i fratelli Beltrallo. Erano tutti accusati di corruzione e turbativa d'asta

Il Tribunale del Riesame di Palermo, presidente Annalisa Tesoriere, ha annullato l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Elisabetta Bonsignore, procuratrice speciale della Sea, società che gestisce la produzione e la distribuzione dell’energia elettrica a Favignana. La misura era stata emessa dal GIP del Tribunale di Palermo.

La vicenda riguarda l'ultima operazione antimafia portata a termine dai carabinieri del comando provinciale di Trapani, coadiuvati dai colleghi di Palermo nelle scorse settimane. Nel corso di quella operazione era stato svelato il patto illecito fra alcuni imprenditori e la Bonsignore (finita ai domiciliari). La donna, secondo le risultanze investigative, avrebbe ricevuto o accettato la promessa di denaro in cambio dell’assegnazione di alcune commesse alla “Omnia” di Antonino Putaggio (ai domiciliari). Ora il Riesame ha annullato il dispositivo nei confronti della Bonsignore, che attraverso i suoi legali, gli avvocati Massimo Motisi e Cinzia Calafiore ha “impugnato a più livelli l'ordinanza del Gip, sia sotto il profilo dell'utilizzabilità delle intercettazioni, sia sotto il profilo della configurazione dei reati che erano stati contestati alla Bonsignore, cioè la corruzione e la turbativa d'asta”.

Il Riesame ha annullato anche i provvedimenti per i trapanesi Natale e Giovanni Onofrio Beltrallo, di 30 e 57 anni (il primo era ai domiciliari, il secondo in carcere) della Fb Transport fornitori del servizio di trasporto del carburante che serve per fare funzionare la centrale termoelettrica che alimenta l’isola siciliana. Sono difesi dagli avvocati Roberto Tricoli Daniela Noto e Luigi Miceli. Bonsignore e i due Beltrallo sono indagati per corruzione e turbativa d’asta. Secondo la procura di Palermo, gli imprenditori avrebbero ottenuto la commessa dalla società che gestisce la centrale a Favignana ripagando Bonsignore con soldi in contanti e regali.

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