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Maxi truffa all'Inps scoperta dai carabinieri del Nil - Trapani Oggi

Mazara del Vallo | Cronaca

Maxi truffa all'Inps scoperta dai carabinieri del Nil

04 Novembre 2020 07:12, di Redazione
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Eseguito un sequestro di beni per circa 1 milione di euro. Sigilli all’ufficio di un consulente del lavoro di Mazara

L'indagine è scattata dopo la denuncia di una persona che si è ritrovata intestatario a sua insaputa di contratti per l’acquisto di beni informatici. I militari dell'arma hanno scoeprto imprese e società del comparto edile esistenti solo sulla carta con sedi fantasma nel trapanese, a Mazara, ma anche a Bologna.  Sono venuti fuori i nomi di imprenditori che sulla carta avevano decine e decine di dipendenti, senza però avere nemmeno un cantiere in uso.

Altre società sono state individuate nel settore agricolo, ma la loro esistenza era sempre cartacea, e i terreni indicati in gestione sono risultati nel possesso di altri ignari detentori. Imprese sconosciute alla Cassa Edile o ad altri uffici del comparto agricolo. Imprese però che riuscivano a spillare centinaia di migliaia di euro sfruttando i fondi per agevolare l’occupazione.

Sono stati individuati  241 sono i lavoratori che sono stati denunciati per avere accettato i fittizi rapporti di lavoro. Molti di loro sono stati sentiti nel corso delle indagini condotte anche dai Carabinieri della Stazione di Petrosino, e hanno ammesso che quei contratti fasulli erano loro serviti per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno o per ottenere periodi di disoccupazione così da riscuotere le relative indennità.

Ognuno ottenute le indennità dall’Inps doveva girare determinate somme di denaro mensilmente agli organizzatori della truffa dai 300 ai 1500 euro. A tirare le fila oltre al consulente del lavoro Di Pietra anche l’imprenditore Nicolò Passalacqua e il mazarese Salvatore Asaro, mentre a far trovare clienti ci avrebbe pensato il tunisino Medhi Ammari.

Le indagini sviluppatesi negli ultimi due anni, riguardano un ampio periodo che va dal 2012 al 2018. Decine le intercettazioni ambientali, in alcune di queste i carabinieri hanno potuto ascoltare alcuni degli indagati ammettere le truffe messe in atto. Alcuni degli indagati, come il consulente del lavoro Franco Di Pietra, avrebbero anche tentato di addomesticare le dichiarazioni da rendere ai carabinieri man mano che questi convocavano i finti lavoratori per sentirli a sommarie informazioni.

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, all’esito una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, stanno dando esecuzione ad un sequestro preventivo di beni, del valore di circa 1 mln di euro, nei confronti di 5 soggetti, ritenuti responsabili di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Al centro dell’inchiesta un consulente del lavoro di Mazara del Vallo, Francesco Di Pietra, 50 anni, al quale i carabinieri hanno sequestrato lo studio professionale. Gli altri indagati sono Sergio Agnello, di Sambuca di Sicilia, ma residente a Mazara del Vallo, 52 anni, i mazaresi Nicolò Passalacqua, di 50 anni e Salvatore Asaro, di 59 anni e Medhi Ammari, tunisino di 42 anni, residente a Campobello di Mazara.

Gli investigatori dell’Arma hanno accertato che gli indagati, utilizzando ditte operanti solo “su carta”, avevano fittiziamente assunto 241 persone, per lo più di provenienza nordafricana (che risponderanno di concorso nella truffa in parola), in prossimità della scadenza del permesso di soggiorno, allo scopo di percepire indebitamente le indennità a favore del reddito. I finti lavoratori, a loro volta, si impegnavano a versare ai titolari delle ditte fittizie la metà del valore di tali indebite indennità (quali, ad esempio, quella per la disoccupazione, pur non avendo mai lavorato nemmeno per un giorno).

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