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Castellammare del Golfo | Cronaca

Processo Dirty affairs: 2 condanne e sette assoluzioni

29 Novembre 2023 18:35, di Redazione
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La vicenda è partita dalla bancarotta di due società che hanno fatto parte dell'appalto per la riqualificazione del porto

Con due condanne e 7 assoluzioni si è concluso il processo in primo grado al tribunale di Trapani
scaturito da una costola dell’inchiesta sui lavori di riqualificazione del porto di Castellammare del Golfo. A essere condannati soltanto Rosario Agnello e Domenico Parisi, a 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno.

Assolti dai relativi capi di imputazione, che a vario titolo erano di favoreggiamento, associazione a delinquere e interesse privato in procedura esecutiva, l’ex vicesindaco di Alcamo Pasquale Perricone, Salvatore Fratello, fratello dell’ex deputato regionale Norino, Santo Frazzitta, Tiziana Piazza, Maria Claudia, Pasquale Russo e Girolama Maria Lucia Perricone. Al centro del processo la bancarotta di due società che hanno fatto parte dell’appalto per la riqualificazione del porto di Castellammare del Golfo, la Nettuno e la Cea. Il processo arriva al primo pronunciamento a distanza di 7 anni dall’operazione denominata "Dirty affairs". 

Il tribunale ha riconosciuto provata la bancarotta fraudolenta della sola Nettuno. Secondo l’originaria accusa si sarebbe messo in piedi un «comitato d’affari» che avrebbe portato al fallimento di queste due società. Una sorta di fallimento pilotato, come era stato ipotizzato dalla Guardia di finanza, in seguito al sequestro del cantiere del porto per l’utilizzo di cemento depotenziato. Le Fiamme gialle ricostruirono i fluissi di denaro delle società sostenendo che fossero state appositamente "svuotate» a favore di altre imprese. In buona sostanza ci sarebbero stati prelievi in contanti e assegni dalla Nettuno per oltre mezzo milione di euro.

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