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Cronaca
Trapani

Falsi incidenti e truffe alle assicurazioni, 42 arresti tra Palermo e Trapani

15 Aprile 2019 08:12, di Redazione
Falsi incidenti e truffe alle assicurazioni, 42 arresti tra Palermo e Trapani
Cronaca
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Sono complessivamente 34 le persone arrestate dalle Squadre Mobili di Palermo e Trapani, mentre altre 8 sono state fermato dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza e dalla Polizia Penitenziaria, per truffa, estorsione, associazione a delinquere nell'ambito dei risarcimenti assicurativi per incidenti.La maxi operazione, coordinata dalla Procura di Palermo, ha disarticolato due gruppi criminali che reclutavano soggetti disposti a farsi fratturare braccia e gambe per incassare dalle assicurazioni i risarcimenti. Dalle indagini è emersa la particolare violenza utilizzata per procurare le lesioni: i malviventi non esitavano a scagliare pesanti dischi di ghisa, come quelli utilizzati nelle palestre, per rompere gambe e braccia, costringendo le vittime anche per lunghi periodi all’uso di stampelle e sedie rotelle. Oltre 250 gli indagati.
Già nell'agosto dell'anno scorso, la Polizia aveva arrestato 11 persone, i componenti di altre due bande di "spaccaossa" specializzate nelle truffe alle assicurazioni, un complesso lavoro di ricostruzione curato dalla Mobile di Palermo. Quando tre degli arrestati hanno deciso di collaborare e sono stati nterrogati dai magistrati della Procura della Repubblica è emerso che il fenomeno era ancora più esteso. Oltre 50 le vittime individuate che sono state sentite dagli inquirenti.
Dopo aver reclutato le vittime, si procedeva a procurare loro le fratture e, subito dopo, queste persone venivano accompagnate nelle strade prescelte per la messinscena dove già si trovavano i testimoni compiacenti, poi veniva chiamato il 118. In ospedale, entravano in azione altri componenti della banda che si spacciavano per parenti dei malcapitati, un modo per controllare che tutto andasse per il verso giusto, soprattutto al momento del racconto della dinamica dell'incidente. Dopo le dimissioni dall'ospedale, le vittime venivano assistite con una piccola paga giornaliera.
Intanto, altri componenti delle due organizzazioni si occupavano di istruire le pratiche. Alcune venivano cedute ad altri gruppi, dietro lauti pagamenti, dai 10 ai 40 mila mila euro. Tra gli arrestati c'è anche un avvocato palermitano che curava la parte legale di molti dei falsi sinistri.
A venire utilizzati per le truffe erano soprattutto disoccupati, indigenti, tossicodipendenti, ragazze madri. A qualcuno era stato promesso anche un alloggio popolare, come anticipo del risarcimento. Un giovane tunisino, invece, morì dopo tre fratture e dal ritrovamento di quel cadavere, in strada, era nata la prima inchiesta. Oggi, quell'episodio è stato ricostruito in tutti i suoi drammatici passaggi: gli avevano somministrato del crack per non sentire dolore.

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