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Palermo | Cronaca

GDF Palermo:scoperta truffa con i fondi dell'Unione Europea

24 Maggio 2024 09:14, di Redazione
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Sequestrati complessi aziendali, disponibilità finanziarie e beni per circa 15 mln di euro

Sette misure interdettive del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione e di esercitare attività professionali o imprenditoriali e il sequestro di beni per circa 15 milioni di euro. È il bilancio di una attività effettuata dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza disposta dal G.I.P. Del Tribunale del capoluogo, su richiesta dell'Ufficio della Procura Europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office).

In particolare è stato disposto il sequestro di 5 complessi aziendali, somme di denaro, beni mobili e immobili, e quote societarie per un importo complessivo di circa 15 milioni di euro, quale profitto dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, malversazione ed ancora emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, a vario titolo contestati.

Le indagini, condotte dagli specialisti del Nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Palermo (Gruppo Tutela Spesa Pubblica), hanno avuto ad oggetto richieste di contributi pubblici nell’ambito:

- del bando O.C.M. Vino campagna vitivinicola 2018/2019, per un importo di circa 1,5 milioni di euro;

- del Programma Operativo (P.O.) Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Sicilia 2014/2020, per un importo di circa 1,8 milioni di euro;

- della misura 121 del PSR Sicilia 2007/2013 - ammodernamento delle aziende agricole, per un importo di circa 1,3 milioni di euro, e hanno consentito di ipotizzare l’indebita percezione di contributi di origine nazionale ed europea, nonché l’esistenza di un’articolata frode fiscale.

Secondo l'accusa gli indagati avrebbero presentato alla Regione Siciliana fatture per operazioni inesistenti, e altra documentazione mendace (relazioni, computi metrici, dichiarazioni sostitutive di atto notorio), allo scopo di attestare falsamente il sostenimento dei costi relativi alla realizzazione di un impianto per la distribuzione carburanti, di un’azienda agricola completa di stalle e di un vigneto con annessa cantina. In realtà solo quest’ultimo progetto sarebbe stato in parte realizzato, peraltro utilizzando false attestazioni al fine di far risultare la conclusione dei lavori entro i termini previsti dal decreto concessorio.

Gli accertamenti svolti hanno permesso di rilevare che, al fine di documentare il sostenimento dei costi per la realizzazione dei progetti finanziati, sarebbero state emesse fatture false, per un importo di circa 10 milioni di euro, da un circuito di società apparentemente distinte da quelle beneficiarie delle pubbliche sovvenzioni, ma di fatto riconducibili al principale indagato e ideatore del sistema di frode.

Le indagini finanziarie, in particolare, avrebbero dimostrato la simulazione dei pagamenti relativi alle false fatturazioni, in quanto effettuati quali mere “partite di giro”, attraverso l’impiego della medesima somma di denaro (cd. somma “navetta”) che ha fatto “la spola” tra i conti correnti delle società interessate.

Il meccanismo fraudolento, avrebbe consentito agli indagati di ottenere indebitamente contributi pubblici per oltre 4,5 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni di euro già erogati.

Le attività investigative hanno, inoltre, evidenziato come i citati fondi pubblici sarebbero in parte stati utilizzati anche per fini diversi rispetto a quelli per i quali erano stati erogati, consentendo di avanzare anche ipotesi di malversazione per circa 850.000 euro, nonché impiegati in attività economiche e per investimenti speculativi (sottoscrizione di fondi comuni d’investimento), con conseguente configurazione del reato di autoriciclaggio per un valore di un milione di euro.

L’operazione di servizio testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza a tutela degli interessi economico – finanziari dell’Unione Europea, nella consapevolezza che l’illecita apprensione di risorse destinate agli investimenti frena lo sviluppo del Paese. Si evidenzia che il provvedimento in parola è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare; pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

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